Abuso sessuale infantile: Conseguenze in età adulta e trattamenti

Abuso sessuale infantile: Conseguenze in età adulta e trattamenti

 

Quando si parla di “abuso sessuale infantile” ognuno di noi ha in mente una definizione precisa, dettata il più delle volte da esperienze indirette. Purtroppo in alcuni casi l’abuso sessuale entra direttamente nella vita di un individuo, impattando violentemente sul suo normale corso, lasciando dietro di sé delle ferite psicologiche che variano per gravità a seconda del tipo di abuso subito, l’età e la capacità di autocura di cui ogni mente umana dispone.

Partiamo da una definizione generale: intendiamo per abuso sessuale infantile qualsiasi attività che implica il coinvolgimento in attività sessuali di un minore da parte di un adulto.

Da notare bene, quando ci riferiamo ad attività sessuale, non parliamo necessariamente di un rapporto fisico diretto, ma di tutto ciò che ha a che vedere con la sfera della sessualità, se una delle due parti rifiuta o non è nella posizione di comprendere (o comprendere con un senso di maturità piena in caso di adolescenti) ciò che sta accadendo. Ad esempio, oltre alla violenza sessuale che implica una penetrazione, la costrizione al toccare o baciare; la visione non desiderata di nudità o atti sessuali del singolo adulto, di una coppia o più individui; riferimenti sessuali e argomentazioni oscene.

L’abuso sessuale infantile ha solitamente e comprensibilmente un elevato livello di gravità e rischio per la salute mentale di un individuo e la sua crescita. Una persona che è stata abusata in età infantile porta nel decorso evolutivo della sua mente le tracce di un evento traumatico che solitamente ne devia il normale sviluppo.

Possiamo dire in linea generale che il livello di gravità segue tre dimensioni fondamentali:

  • il tipo di abuso subito e la sua durata – ovvero, se si è trattato di veri e propri rapporti fisici, toccamenti o esposizioni visive o racconti e provocazioni e quanto a lungo;
  • l’età e le risorse individuali del bambino – ovvero, in quale fase dello sviluppo il trauma lascerà traccia e di quali risorse dispone;
  • l’identità dell’abusatore – più la parentela è prossima alla vittima, peggiori saranno le conseguenze del trauma subito.

Per intenderci, potremmo dire che un abuso sessuale subito da parte di un genitore ad un bambino in età pre-puberale (8-11 anni circa) che si protrae nel tempo, con un coinvolgimento fisico totale, con ogni probabilità si rivelerà un’esperienza tra le più distruttive per la salute psichica.

Naturalmente essendo queste tre dimensioni molto variabili, fare previsioni nei singoli casi è molto complesso e, proprio per le capacità e risorse individuali, situazioni che potrebbero far pensare a conseguenze peggiori potrebbero rivelarsi meno gravi di altre da cui ci si aspetterebbe al contrario quadri meno compromessi.

A fronte di ciò ricordiamo che trattandosi di abuso sessuale infantile, stiamo facendo distinzioni all’interno di una situazione che presenta comunque, in qualsiasi forma avvenga, una potenzialità traumatica di livello elevatissimo, che si parli di un episodio con coinvolgimento minimo, ad uno massimo.

Le conseguenze psicologiche di un abuso sessuale possono toccare differenti aree: l’autostima, lo sviluppo della sessualità, le capacità relazionali.

Solitamente un bambino reagisce all’abuso innescando meccanismi di difesa basici, quali rimozione e dissociazione – la mente cerca in questo modo di sganciarsi dal ricordo traumatico insostenibile creando una barriera tra ciò che è accaduto e le implicazioni emotive o cancellando letteralmente l’episodio dalla memoria. E’ stato rilevato come il minore affronti una situazione molto simile a quella degli adulti che, dopo aver subito un trauma, sviluppano un disturbo post-traumatico da stress.
Il senso di colpa si riversa su di sé ed è tanto più intenso, quanto l’ambiente circostante ignora o copre l’episodio, e di contro, si sviluppa un profondo senso di sfiducia e paura nei confronti degli altri.

Un adulto che è stato abusato deve scontrarsi con queste credenze sviluppate e consolidate dal bambino che era un tempo. Tenderà a seconda dei casi, ad essere altamente aggressivo, ad incolparsi ferocemente, avrà una bassa autostima, tenderà a deprimersi o ad oscillare molto tra stati emotivi. È prevedibile che abbia difficoltà a regolare gli impulsi e problematiche ad inquadrare e sviluppare una corretta identità sessuale ed una vita sessuale soddisfacente.

Tra le patologie che possibilmente si sviluppano troviamo il disturbo borderline di personalità, la depressione, disturbi alimentari e dipendenze, proprio in conseguenza all’incapacità di regolarsi e al costante bisogno di “tenere il controllo” su una situazione che si percepisce in pericolo costante.

Ad oggi la psicoterapia è uno strumento di elezione per trattare e curare storie e conseguenze degli abusi. Ovviamente, parlando di età adulta, si dovranno affrontare gli effetti di schemi disfunzionali consolidati nel tempo. Si può dire che il trauma dell’abuso innesca una serie di meccanismi di difesa estremi della mente che portano purtroppo, seppure con lo scopo di proteggere la persona da un crollo, alla formazione di sistemi difettosi e patologie che probabilmente non sarebbero comparsi altrimenti.

In quest’ottica, abbiamo personalmente usato l’esperienza nata da un lavoro costante sul campo in questo ambito per sviluppare un metodo mirato, la cui filosofia di base è mantenere al centro la narrazione della persona, integrando tecniche e conoscenze in campo psicotraumatologico sempre più innovative: l’Emdr; la Psicoterapia Sensomotoria; la terapia dell’Esposizione Narrativa, ne sono alcuni esempi.

Tutto ciò all’interno del percorso di psicoterapia, per fornire a chi ne fa richiesta un’esperienza che garantisca una totale e complessa strategia di intervento il più possibile risolutiva, nel rispetto della natura articolata del trauma, la cui cura non può ridursi alla sola rimozione dei sintomi da esso generati (per saperne di più, vedi: Alicanto – Centro Cura del Trauma Psicologico).

Per ulteriori approfondimenti sul tema vedi anche l’articolo: Abuso sessuale femminile sui minori: Quando ad abusare è una donna

NB. Vorrei estendere un ringraziamento particolare a tutti coloro che con coraggio stanno commentando l’articolo, facendo domande o semplicemente condividendo il dolore e il disagio delle loro esperienze di abuso vissute in età infantile.
[E’ possibile che parti dei commenti con contenuti marcatamente espliciti vengano tagliati per il contesto nel quale sono pubblicati.]

Vorrei altresì specificare che purtroppo NON E’ POSSIBILE FARE CONSULENZE VIA EMAIL O TELEFONICHE.

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792 commenti

  1. Avevo 9 anni quando un fidato e viscido amico di famiglia ha abusato di me. Ricordo ogni maledetto secondo di quei momenti nonostante siano passati 37 anni, e ricordo la puzza di quella stanza e ricordo il letto a castello sul quale mi aveva adaggiata e ricordo di aver raccontato tutto a mamma nonostante lui mi avesse raccomandato di non dire nulla. Io non capisco perché dopo tutto questo tempo io ci penso ogni singolo maledetto giorno.cosa ha fatto mia madre dopo? Una bella lavata con acqua e sapone e via tutto. Il mio sesso in età adulta? Non riesco a lasciarmi andare. Non capisco perché scrivo. Mi vergogno. Vorrei avere una vita sessuale libera da tabù, libera da paure, vorrei fare sesso senza pensarci. Non riesco a staccare la mente quando faccio sesso. Non riesco. Invidio persino le donne che riescono a tradire. Com’è fare sesso travolti dalla passione? Non lo so.

    1. Author

      Gentile Daniela,
      forse scrive per un bisogno di condivisione e speranza di comprensione. Credo che leggere di altre persone che hanno provato e provano ad oggi, dopo anni, le stesse emozioni e paure sia molto terapeutico. Può essere utile per sentire di non essere isolati in quella sofferenza e che sia possibile fare qualcosa per uscirne. Provi a trovare uno spazio per raccontare la sua storia e non esserne più sopraffatta. Le auguro il meglio.

  2. Salve,
    Ho 35 anni… All età di 7 anni e mezzo ho avuto rapporti sessuali con mio nonno, per ben quasi 3 anni… Ne ho parlato cpn mia sorella e mia madre, ma mi crea disagio nella coppia. Con il ragazzo con cui sto adesso, sessualmente è finalmente la persona di cui mi fido.. Ma ci sono cose emotive, cje chiedo, sapendo di aver bisogno di certezze, che a volte anche involontariamente, non capisce che ne ho davvero bisogno nel modo in cui te lo chiedo. E allora iniziano paura, ansia e disequilibrio. Io non so come comportarmi. Grazie per l ascolto

    1. Author

      Gentile Veronica,
      la ringrazio per la condivisione della sua storia. Le sue paure e ansie e il suo senso di perdita di equilibrio sono del tutto normali con una storia traumatica come la sua. Sarebbe opportuno pensare ad un supporto che possa aiutarla ad esplorare questi temi e provare a superarli, affrontando quanto accaduto per poterlo elaborare e lasciare al passato al quale appartiene.

  3. Ho subito abusi che si sono protratti nel tempo (avevo all’incirca 10, forse 11 anni). Non ne ho mai parlato con nessuno per paura, ma gran parte della mia vita l’ho passata a darmene la colpa (mi chiedevo cioé se non avessi provocato la persona in questione) ed ho una visione distorta dell’abusante, che frammenti involontariamente in due persone diverse. Non riesco cioé a pensare a quella persona come l’abusante. Inoltre gli abusi m’impediscono di avere relazioni romantiche, perché le rifuggo per paura di una futura fisicità e sfocio in veri e propri attacchi di panico correlate da crisi di pianto al solo pensare di avere un rapporto sessuale con qualcuno. Non voglio che qualcuno mi tocchi in quel senso, e sto iniziando a chiedermi se i miei problemi relazionali non siano correlati proprio a ciò che è accaduto nella mia infanzia. La paura di parlarne però m’impedisce di chiedere aiuto e non so come uscirne.

    1. Author

      Gentilissimo/a,
      penso che scrivere questo commento sia stato difficile, eppure una parte di lei ha pensato che potesse essere un modo per chiedere aiuto. Le sottolineo questo per rinforzare l’idea che la sua voglia di stare meglio ha una forza, così come le paure che le impediscono di seguire questa voglia. Le paure sono inevitabili, ma è bene metterle accanto e provare a muoversi. Tutto quello che scrive e che prova è parte del processo mentale che si attiva quando si è stati vittime di abuso. La colpa, l’incapacità di percepire l’abusante come tale, la mente che si blocca e la paura. Non si faccia definire dalla sua storia, la paura è lì per difenderla dall’affrontare una certa sofferenza, non è cattiva, ma per difenderla la sta deviando da quello che dovrebbe essere il suo obiettivo. Affrontare e lasciarsi indietro l’accaduto.

  4. Salve,

    ho 36 anni e dall’età di 26 (appena ho lasciato casa per lavoro) ho dei sospetti, dei ricordi, offuscati, di un possibile abuso da parte di mio padre.
    Nel tempo i ricordi si sono rinforzati sempre di piu e adesso ricordo vivamente una scena, che non mi lascia in pace e mi tormenta.
    La cosa strana è che continuo a rimettere in discussione tutto, e molto spesso mi ritrovo a sminuire l’accaduto, ripetendomi che forse mi sto inventando tutto per un qualche mio incoscio desiderio di attirare l’attenzione o non so…
    Il mio rapporto con il sesso non è sempre facilissimo, posso stare bene o molto male e ricordo che intorno ai 18 anni ho avuto diversi episodi di trasgressione sessuale, che non volevo realmente, ma a cui per qualche motivo non sapevo sottrarmi.
    In realtà, mi ritrovo spesso nella situazione di subire, perchè non so sottrarmi o non so bene cosa volere in generale.
    Sono in cura con una psicologa, ma il mio problema è che vorrei sapere cosa è accaduto realmente e perchè continuo a mettere in discussione le mie memorie, in generale, tutta me stessa.

    Grazie

    1. Author

      Gentile Antonella,
      non è affatto strano dubitare di frammenti di memorie traumatiche, soprattutto se si tratta di abusi infantili. Il modo in cui frammentiamo e quindi “ricordiamo” un trauma di questo tipo è molto complesso e per questo i ricordi che affiorano generano confusione e dubbi. In terapia, parta dai dubbi e dalle angosce che genera questo ricordo “presunto”, indaghi le sue emozioni e quello che le evocano in merito. Lavori su questo e vedrà che lentamente sarà la sua mente a portarla sulla strada giusta: che sia una fantasia o un ricordo reale, è necessario prima di tutto capire perchè la sua psiche stia generando questi pensieri intrusivi.

  5. Salve, ho 24 anni e oggi per la prima volta
    ho raccontato a mia sorella che i nostri 2 cugini della Francia quando io avevo 5 anni mi prendevano e mi baciavano,toccavano,utilizzandomi quasi fossi una cavia.
    Raccontandolo ad alta voce mi sono resa conto di quanto mi abbia segnato questo episodio. Da lì in poi ho sempre avuto una sessualità molto precoce, ricordo che ho iniziato anch’io a baciare un bambino più piccolo di me di un anno, poi ho smesso. Sono sempre stata ossessionata dal sesso e durante l’adolescenza mi masturbavo tanto spesso,leggevo sempre racconti erotici. Era ed è ancora un ossessione un po’ morbosa. Inoltre spesso sogno di aver subito una violenza sessuale, a volte ho alcuni frammenti ma non ricordo chiaramente. È una consapevolezza che mi ha sempre accompagnata.
    Dal ritorno dalla Francia, ho iniziato a sviluppare un disturbo alimentare,sono arrivata a pesare 100 chili ma grazie anche all’aiuto delle mie sorelle sono dimagrita ma sono ancora sovrappeso.
    È come se il grasso mi proteggesse da attenzioni indesiderate, venendo poi da una famiglia di sole donne,nostra madre ci ha cresciute da sole, ho sempre avuto un bell’esempio di donna forte, le mie stesse sorelle sono così ed io mi sento così sporca dentro.
    Però adesso sono arrivata ad un momento della mia vita in cui voglio affrontare anche questo dolore e leggendo tutte queste storie mi sento meno sola e meno diversa.
    Voglio essere felice.

    1. Author

      Gentile Beatrice,
      grazie per la sua testimonianza. Spero che lei possa trovare la sua strada e lavorare sul trauma per lasciarselo alle spalle una volta per tutte. Le auguro il meglio.

      1. Salve, ho 20 anni e da poco ho scoperto che mio padre ha subito abusi sessuali da piccolo da suo cugino più grande. Saputo questo ho avuto subito il presentimento che forse mio padre ha fatto la stessa cosa con me… purtroppo non ricordo nulla della mia infanzia, da 1 a 10 anni e qualcosa più avanti. Ho sempre pensato che un trauma avesse a che fare con questa cosa, ma mai avrei pensato potesse essere un trauma del genere. Come potrei fare per capire se è davvero successo?
        Grazie

        1. Author

          Gentile Lucia,
          la sua domanda è molto complessa e necessiterebbe un approfondimento altrettanto elaborato per poter andare a valutare e ad accogliere questo suo legittimo timore. Le consiglio di provare ad approfondire il tema in terapia, poichè queste rivelazioni nella nostra storia, anche se non ci toccano direttamente, generano di per sè reazioni e paure che vale la pena di esplorare al fine di evitare che prendano il sopravvento.

  6. Salve, ho 53 anni, sposato e padre di 2 ragazzi. A 6 anni ho subito un abuso da una persona di 15 anni. Soffro di ansia, depressione e conduco una vita disordinata e confusa, come se fossi 2 persone in una. Prendo anche psicofarmaci ormai da 20 anni ed ho fatto 5 anni di psicoterapia con discreti risultati. Spesso vengo aggredito da un immenso senso di colpa. Sono disperato..

    1. Author

      Gentile Roberto,
      la psicoterapia in generale può senz’altro essere risolutiva, ma in caso si presenti una situazione traumatica di questo tipo (che la normale terapia psicologica non è riuscita a scardinare del tutto), è molto importante considerare un lavoro mirato con professionisti che si occupino specificatamente del problema. Il lavoro sul senso di colpa, ad esempio, è centrale in queste situazioni e il fatto che sia ancora così presente indica che c’è bisogno di lavorare meglio sul trauma e in modo specifico. Comprendo la sua disperazione, ma c’è indubbiamente la possibilità di lavorare su questi sintomi.

  7. Queste SN esperienze che uno cerca di seppellire ..per nn perdere l’equilibrio.. Per nn tirare le somme e accorgersi di quanto ti ha condizionato.. Nel rapporto col tuo patner..nei rapporti con i tuoi figli..nel modo in cui ti consideri ! SN adulta..so stata brava camaleontica direi ..ma onestamente devo ammettere di nn aver mai avuto un approccio naturale e disinvolto col tutto ciò che è la sfera sessuale! Il mio matrimonio va a pezzi..ed io inerme rimango li ferma..incapace di prendere alcuna iniziativa sessuale
    ..ho 2figlie..e nn so come.. Nn ho mai raggiunto questo benedetto orgasmo..nn SN una che si lascia andare mai! E nn vorrei essere così

    1. Author

      Gentile Rosa,
      la tendenza a voler “seppellire” è coerente con la dinamica che la mente utilizza durante un’esperienza traumatica come quella di un abuso nell’infanzia. Si tratta di un meccanismo di difesa utile alla sopravvivenza della persona, ma a lungo termine reca molti problemi, perchè l’episodio alla base che lo ha generato non è stato correttamente elaborato. Per questo è fondamentale fare un lavoro sulla mente e la rielaborazione del trauma, per risolvere i sintomi creati nel tempo e riequilibrare la persona.

      1. Salve, ho 42 anni e scrivo perché sto frequentando un uomo perfetto che però improvvisamente, proprio quando ho cominciato a fidarmi di lui, mi ha raccontato un gravissimo episodio di abuso sessuale subito nell’infanzia. Il colpevole è ancora in prigione ma il mio lui ha ancora attacchi di panico e prima di me, pur avendo 37 anni, ha avuto solo una donna con cui sia riuscito ad avere dei rapporti.
        Io sono rimasta sconvolta perché da allora sono come divisa a metà: da un lato lo vedo come un bambino indifeso e ho timore di fare qualcosa di sbagliato nella nostra intimità che possa farlo stare male e dall’altro ho un dubbio atroce, giacché leggendo molte statistiche ho scoperto che molte vittime diventano carnefici ed io ho una figlia di dieci anni avuta da un altro rapporto quindi non vorrei che le accadesse qualche cosa di brutto a causa di questa storia.
        Che posso fare?

        1. Author

          Gentile Sarah,
          quando si è in relazione con una persona che confida un certo tipo di passato, la tendenza naturale è pensare a cosa si possa fare per rimediare. Non si faccia carico di missioni impossibili, provi a rilassarsi e a rispettare eventuali blocchi senza cercare di porvi rimedio, poichè non si può “curare” nessuno, neanche con l’amore. Si chieda se ha voglia di stare con questa persona e come questo fa sentire lei. Per il dubbio sulla trasformazione di vittime in carnefici, posso solo dirle che statisticamente è molto bassa la probabilità che vittime di abuso diventino abusanti, anche se è una possibilità, ma dipende da molti fattori. Non è possibile assolutamente per me dirle nulla che possa includere o escludere. Ancora una volta, si domandi lei se riesce a superare queste paure generate dalla confessione del suo compagno ed essere con lui serena.

  8. Ho 14 anni, quasi 15. Quando avevo 12 anni andai per la prima volta in vacanza dai miei nonni in Ucraina da sola. mio cugino di 14 anni più vecchio di me (di cui devo ammetterlo, mi fidavo) ha iniziato a toccarmi e non solo. Ero terrorizzata, ma ricordo che ho provato a ripetermi che era una cosa buona, e che lo faceva per me. In parte ha funzionato.
    a 13 anni (estate successiva) per 2 mesi ha abusato di me. Ininterrottamente, tutte le notti. A febbraio di quest’anno il senso di sicurezza che ero riuscita a darmi è scivolato via, ed è rimasta solo la paura, la vergogna ed il senso di colpa per non aver fatto abbastanza per fermarlo. Volevo finire la mia vita, stavo tornando a casa e volevo buttarmi sotto una macchina. La mia mente era affollata da pensieri orribili che mi ricordavano che non ero amata e che ero solo un peso. Ero pronta a saltare in strada. All’ultimo, un istante prima di muovere il piede, il nome della mia amica mi è tornato in mente, e mi sono fermata. Sono tornata a casa piangendo, ero distrutta. Ed ho detto tutto alla mia amica. Mi ha supportata tantissimo, mi ha fatto anche da psicologa per quanto le era possibile, e sotto suo suggerimento ho detto tutto a mia madre. Speravo si sarebbe risolto tutto, ma non è così. Niente denuncia, mio cugino ancora in giro, mio padre all’oscuro. L’unica cosa è che ora mio cugino non può più toccarmi. Ho fatto 2 sedute da uno psicoterapeuta, ma non hanno aiutato granché. Non so che fare, aiuto

    1. Author

      Gentile Valentina,
      lei è molto giovane e piena di risorse. Ha saputo tramutare un momento di estrema angoscia in uno di reazione, correndo a chiedere aiuto ad una persona fidata. Provi a chiedere aiuto nuovamente ad uno specialista, si ricordi che il terapeuta va scelto, deve trovarsi bene e provi ad affidarsi. La sua giovane età le può consentire di elaborare questa tragica esperienza al meglio delle sue possibilità, ma deve essere lei la migliore alleata di se stessa e raccogliere tutto il coraggio e la motivazione che ha per non farsi piegare dall’accaduto e guidare da esso.

  9. Salve ho 36 da circa 1 anno ho ricordato di un abuso da parte di mia mamma all età di 4 anni. Sono un uomo. Mi ricordo che nel momento dell abuso, un palpeggiamento subito con malizia ebbi la forza di dire basta e forse fini li. Però quell unico evento creo in me non pochi problemi. Intanto una divisione interna. Poi un desiderio che nel tempo e diventato sempre più distruttivo di autolesionismo che si è evoluto con me nel tempo. Da giovane era blando da adulto forte. Da mia mamma ho subito violenze corporali e umiliazioni verbali. Purtroppo non sono riuscito nemmeno con l aiuto di un percorso spirituale a volermi bene e talvolta sento il bisogno di farmi del male. Ho parlato con uno psicologo . Mia mamma dice che nn ha mai fatto nulla si è inventata una storia nella quale io raccontavo che da piccolo avevo detto una cosa simile una cosa falsa.. Tutte le persone a cui l ho detto la difendono e dicono magari non era nulla oppura altre scusa
    E. Purtroppo non sono ancora riuscito a essere indipendete nella mia vita non sono riuscito a portare a termine nulla di veramente significativo da rendermi indipendente, ei miei mi rinfaccia o continuamente i miei fallimenti. Prego cerco la pace. Oggi mi sono detto in preda a quella voglia di autolesionismo.. E colpa sua solo sua non mia e mi sento un po’ meglio. . Io vorrei essere solo libero. Mi ha portato a chiudermi dentro di me quasi un giorno a farmi venire il dubbio che mi sia immaginato tutto. Le voglio bene. Sono buono ingenuo altruista e generoso. Vorrei solo capire come fare per lavorare con un dolore e con un plagio autoinnescato interiore dall et di 4 anni in poi che mi porta a farmi del male a vedermi sottostimato.. con un dolore che si era rimosso come si lavora? Grazie per l ascolto

    1. Author

      Gentile Dario,
      è possibile lavorare su un abuso e su queste emozioni che sembrano inconsolabili. Del tutto normale è certamente anche che a fronte di questa drammatica esperienza la sua mente si sia protetta per sopravvivere ai sentimenti di rabbia e disagio che provava. Sarebbe molto importante rinforzare questa voce che si sta finalmente dicendo che non è colpa sua e rimettere in ordine questa storia per poterle restituire un equilibrio meritato. Se può si prenda cura di sè chiedendo aiuto.

    2. Salve, scrivo x conto di mio marito
      Lui a 30 anni, ha capito solo ora che da piccolo e stato abusato da suo padre(violenza sessuale)
      Aveva circa 2anni
      Nn si ricorda se e successo più di una volta….
      Lui adesso dice di stare bene xche’ finalmente dice ha capito il motivo della sua costante rabbia repressa,Io sono sconvolta,Vorrei fare qualcosa x aiutarlo ma lui ripete che sta benissimo e che a perdonato il padre
      E veramente possibile che lui stia bene oppure sta mascherando il suo stato d’animo con me?
      X favore mi dia qualche suggerimento su come poterlo aiutare
      Grazie

      1. Author

        Gentile Celeste,
        purtroppo non è possibile con questi pochi elementi comprendere se vi sia stata una giusta elaborazione del trauma o sua una negazione. Si affidi a quello che suo marito le ha confidato, lo esorti in caso a valutare in sede opportuna se questa elaborazione sia stata corretta (cosa possibile, ovvero che abbia trovato il modo di convivere con l’accaduto) oppure ci sia qualcosa da rivedere. In ogni caso sta sempre e solo alla persona interessata decidere se e come voler essere aiutati e chi sta accanto, per quanto ben intenzionato, deve fare attenzione a spingere o tentare di sollecitare temi delicati da affrontare.

        1. Ho scoperto solo oggi, grazie ad una sua parziale confessione, che mia figlia ha subito delle molestie da parte del figlio di una mia amica, quando aveva appena 7-8 anni (ora ne ha 21).questo ragazzo aveva circa 13 14 anni all’epoca. Non mi vuole dire di più, ma credo che gli episodi d’ansia che vive oggi possano essere dovuti a questi episodi (più di uno…). Non so come aiutarla e purtroppo essendo disoccupata, non posso permettermi di pagarle una psicoterapia. Come posso aiutarla?

          1. Author

            Gentile Laura,
            le sia di supporto ma non invadente. Se sua figlia vorrà parlare con lei attenda i suoi tempi, non le mostri preoccupazioni e il più possibile la aiuti a comprendere che non ha colpe in ciò che è accaduto. Consideri sempre che ci sono associazioni e strutture pubbliche che possono, nel loro piccolo, dare un supporto anche a coloro che non hanno disponibilità economiche per permettersi una psicoterapia privata.

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