Il disturbo post traumatico da stress: Quando il trauma ci imprigiona

Il disturbo post traumatico da stress: Quando il trauma ci imprigiona

 
A volte si vivono situazioni in cui la propria sopravvivenza viene messa in pericolo e le emozioni di ansia e paura sperimentate sono talmente elevate da risultare insostenibili. Questi eventi non ordinari nella vita di una persona posso cambiarne in modo significativo il normale corso della vita.

 

Tali accadimenti possono colpirci ovunque, nel nostro privato – quando subiamo un grave incidente, abbiamo vissuto gravi abusi fisici e psicologici – o su più ampia scala – siamo rimasti coinvolti in una catastrofe naturale o abbiamo vissuto o combattuto in prima linea in un luogo dove vi è un conflitto armato – e possono avvenire una volta sola nella vita o tormentarci per un periodo di tempo prolungato, aggravandone la condizione. Possono inoltre non colpirci direttamente, ovvero può essere altamente traumatico anche il solo assistere ad un evento simile o sapere che è accaduto qualcosa di questo tipo ad un nostro caro.

 

Le sensazioni di terrore e di panico che si provano durante situazioni a rischio servono solitamente  all’organismo per allertarlo e tenerlo pronto a reagire ad una situazione di pericolo in cui è necessario decidere in fretta cosa e come fare per uscirne con il minor danno possibile. Purtroppo alle volte la paura sale ad un livello talmente elevato da bloccare il normale processo di elaborazione, lasciando la persona preda della situazione e impedendole di superare il trauma psicologico vissuto trovando una soluzione utile.

Quando questo accade l’evento traumatico resta incistato nella memoria e, senza sbocco, torna ripetutamente a tormentare la persona gettandola in un incubo fatto di una serie di sintomi altamente invalidanti. In questi casi si parla di possibile sviluppo del disturbo post traumatico da stress.

 

Va detto però che subire un trauma porta inevitabilmente ad una serie di disagi che normalmente il cervello riesce ad assimilare col tempo. Questo significa che non tutti coloro che hanno vissuto una esperienza di questo tipo sviluppano un disturbo post traumatico da stress.

Alcune persone sono dotate di quella che viene definita in gergo una buona “resilienza”: ovvero la capacità di auto guarigione di ciascun individuo. Alcune persone riescono cioè a sfruttare al meglio le proprie risorse cognitivo – affettive al punto da riuscire a riorganizzare la propria esperienza anche a seguito di un evento tragico. Questa capacità è tanto più elevata, quanto più lo sviluppo psicologico sia stato solido e ricco di esperienze che hanno dotato la persona di numerosi strumenti e consapevolezza di sé.

 

Purtroppo una bassa resilienza può costituire un fattore di rischio per lo sviluppo del disturbo post traumatico da stress.

Così, a seguito del trauma, la persona comincia a esperire  in modo costante e per un periodo prolungato nel tempo una serie di sintomi peculiari, tra cui ad esempio:

 

  • Flashback dell’evento;
  • Incubi notturni:
  • Pensieri intrusivi di terrore;
  • Disturbi del sonno;
  • Continuo stato di tensione;
  • Evitamento di posti che possano ricordare l’esperienza;
  • Sentimenti di colpa e depressione;
  • Problemi di memoria;
  • Perdita di interesse e gioia nel compiere atti quotidiani;
  • Esplosioni di rabbia incontrollata.

 

Il disturbo post traumatico da stress è stato per la prima volta evidenziato proprio studiando le condizioni psicofisiche dei veterani di guerra americani tornati dal Vietnam. Da quel momento il concetto si è ampliato ed esteso a tutte le condizioni in cui un essere umano è sottoposto ad una esperienza traumatica altamente stressante. Il disturbo è tutt’oggi oggetto di controversie e studi di vario tipo. Molte sono le variabili in gioco. Ad esempio, non tutti questi sintomi sono riconoscibili in persone che non hanno una cultura occidentale, e molto variano le reazioni al trauma di luogo in luogo.

 

Quello che rimane degno di nota è evidenziare come le conseguenze di una esperienza traumatica possano e debbano essere prese in seria considerazione per la salvaguardia e la tutela della salute mentale di ogni individuo.
A questo proposito, molte sono le teorie e le cure proposte dalla psicotraumatologia .
La tecnica psicoterapeutica EMDR ad oggi resta lo strumento d’elezione per la cura del disturbo, con una capacità percentuale di risoluzione del 95%.
Un percorso di supporto psicoterapeutico resta un’arma vincente, accompagnata all’occorrenza da una terapia farmacologica adeguata.

 

2 commenti

  1. Ho avuto un trauma a 17 anni dopo uso di cannabis…mi sono sdoppiata non conyrollavo piu me stessa non sapevo quello Che facevo …l effetto e durato 2 ore…mezza…dopo aver ripreso conoscenza…la Mia vita e cambiata..non avevo piu paura di quel evento ma di altre cose tipo di me di dio di far male a persone a me care…ecc ora dopo 20 anni dall esperienze ho paura Che mi capiti ancora l evento di quel giorno Che per 2 ore no n mi conyrollavo.. .hi tremori paura ansia panico e depressione…non so cosa fare…premetto Che non ho mai preso farmaci.

    1. Author

      Gentile Stefania,
      questa esperienza sembra causarle molto disagio e permane da lungo tempo. Dovrebbe poter prevedere di chiedere un supporto per alleviare i sintomi e comprendere al meglio quali sono le loro origini, così da poter ritrovare uno stato di benessere meritato.

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